martedì 30 settembre 2008

L'altra Sardegna

Allora, avete presente la Sardegna dei VIP, quella dei locali esclusivi e chiassosi, delle lussuose ville di politici e intrallazzoni, dei lungomare affollati di reginette dello spettacolo accompagnate dai loro papp.... ehm... mentori, dei paparazzi che vanno in cerca di poppe-al-vento su barche col vento-in-poppa?
Ecco, cancellate dalla mente tutto questo e concentratevi sulle immagini che seguono.

Spiagge lunghe, bianche, semi-deserte, battute dal vento, su cui sdraiarsi al sole ascoltando solo le melodiose conversazioni tra i gabbiani e il mare...













Nuraghi misteriosi, accessibili solo ai pochi intrepidi che si insinuano nella macchia senza paura di restarvi intrappolati al buio...













Curiose creature che appaiono sulle pareti delle grotte, come eterni guardiani...













Ed ecco a voi la Sardegna che preferisco. :)

Certo, bisogna prepararsi:
- ad attraversare strade tortuose dal fondo sconnesso, senza indicazioni né distributori di benzina per km e km, in cui dietro ogni curva potreste trovarvi davanti capre o maiali vaganti...
- a incontrare personaggi curiosi e inquietanti come i pastori che sbucano dal nulla e vi invitano "a vedere la fontana" acchiappandovi sottobraccio e tirandovi verso la macchia con le loro manone callose...
- a chiudere gli occhi di fronte a cani o gatti trattati "come bestie" e non come siamo abituati in città...
- ad aspettare un'ora sotto il sole che apra un'oasi, dato che il guardiano se n'è andato a casa perché "aveva da fare un lavoretto in falegnameria"...
- a digerire pesanti portate dal sapore forte e genuino, accompagnate da vini che vi faranno crollare addormentati come bambini.

Quella che si è parata ai nostri occhi dopo aver lasciato la patinata Golfo Aranci è una terra selvaggia, "vera", che riporta la mente a secoli fa, quando il rapporto fra l'uomo e la terra era ancora sbilanciato dalla parte della terra ed eravamo costretti a obbedire ai suoi capricci.
Hanno fatto da scenario al nostro viaggio montagne aspre e impervie, aride vallate in cui solo le cicale sembrano avere qualcosa da dire, boschi popolati solo da lecci secolari e ginepri ritorti, fredde grotte in cui l'acqua ha modellato colonne e volti, acque cristalline e turchesi popolate di pesci colorati.

Come al solito hanno attirato la nostra attenzione i gatti, più o meno domestici, che abbiamo incontrato durante tutto il viaggio: affettuosamente accuditi nel B&B in cui abbiamo dormito a Posada, scacciati (perché devono prendere i topi) dalle ciotole con gli avanzi destinate ai cani a Fortiches, abbandonati nel giardino di un hotel a S. Maria Navarrese, portati in vacanza come figli da una simpatica famiglia incontrata sul traghetto sia all'andata che al ritorno.


















Certo non sono mancati i momenti di sconforto causati dal caldo opprimente o da nuvoloni che sembravano non voler andare più via, da agriturismi troppo "agri" (sperduti nel nulla tra le valli del Supramonte e senza acqua calda), dalla vista di paesini forse un tempo caratteristici e ora devastati dalla speculazione edilizia, da problemi intestinali per ingestione di acqua di pozzo spacciata per potabile... ma anche questo fa parte di un viaggio "vero" e mi resterà comunque impresso nel cuore per molto tempo.

Per altre foto della Sardegna clicca qui.

Dove dormire e mangiare a Cala Gonone:
B&B Bue Marino: accogliente B&B con camere doppie (alcune con bagno altre senza), super pulito, in posizione strategica. Ha parecchie regole da rispettare e orari un po' "marziali" per la colazione, ma per 25€ a notte a persona vale la pena sacrificarsi un po'.

Pub Ristorante Roadhouse Blues: si trova sul lungomare di Cala Gonone, con bellissima terrazza sul mare. Ottimi primi piatti, pesce fresco e buonissime pizze. Prezzi medi.

Dove dormire e mangiare a Posada:
B&B I Gabbiani: Grande casa con giardino, prima colazione superba con marmellate fatte in casa, camere molto grandi con bagno in comune. 31€ a notte a persona.

Ristorante La Luna (loc. La Caletta): ottimi sia i primi piatti che la pizza, fantastici i vini, prezzi contenuti e personale gentile.

Dove dormire e mangiare a S. Maria Navarrese:
B&B La casa di Tina: unica cosa bella del paese, che per il resto è piuttosto triste. Miniappartamento superaccessoriato a 25€ a notte a persona.

Paninoteca Mc. Puddu's: il Mc Donald locale dove è possibile gustare bontà genuine come panino con pancetta e pecorino, pane e frittata, pane e fettina...

giovedì 28 febbraio 2008

Siviglia e la nuvola di Fantozzi

Quando si pensa a Siviglia subito alla mente si affacciano immagini piazze assolate, vecchietti all'ombra dei portoni, donne dalla scollatura profonda su curve generose e sudate, cavalli che arrancano nell'afa trainando colorate carrozze, musica gitana nell'aria, colori e allegria in ogni angolo.

Purtroppo nel nostro viaggio di questi giorni non c'è stato (quasi) nulla di tutto questo.

Siviglia ci accolti dapprima mostrandoci un cielo di un azzurro pallido e sbiadito, con soffici nubi che pian piano si sono abbassate. Siamo ottimisti, come lo si è quando ci si ritrova insieme dopo tanto tempo e con un fine settimana di divertimento davanti... ma veniamo ben presto puniti.

Il giorno dopo tutta la città è sovrastata da un bianco velo di sposa.
Un enorme manto, come se qualcuno durante la notte avesse cucito assieme tutti i veli di tutti gli abiti da sposa che si affacciavano dalle vetrine (a proposito... non li ho contati, ma erano veramente tantissimi i negozi di abiti nuziali! qualcuno sa dirmi come mai?).
E, come accade per tutte le spose, l'umore passa repentinamente e continuamente dall'allegria alla malinconia, dalla curiosità alla preoccupazione, dalla frenesia al silenzio meditativo... solo il soffio del vento si insinua di quando in quando a interrompere un flusso di pensieri, quasi a voler spazzare via dalla mente i malumori. Non accorgendosi che li alimenta come un incendio.

Il gotico austero e la religiosità punitiva della cattedrale e l'abbandono in cui versa la regale e maestosa Plaza Espana, che siede come un grosso pachiderma rugoso che si è fermato nel silenzio ad ascoltare i battiti di un cuore sempre più lento e stanco, hanno fatto il resto.

Il grigio plumbeo della sera e la sottile pioggia che ci accompagna mentre attraversiamo il ponte verso Triana sono il triste preludio della successiva giornata di pioggia incessante, dapprima sottile poi sempre più battente.

L'Alcazar, in cui cerchiamo rifugio dalla pioggia, è una piacevole scoperta. Con le sue sale e i suoi sotterranei ci fa fantasticare di vite regali che non vivremo mai. Ma anche qui l'atmosfera grigia e l'abbandono non fanno che alimentare la malinconia.

Rivoli di acqua sporca nel tardo pomeriggio corrono furiosi tra i vicoli e le piazze, ci sommergono le scarpe e risalgono lungo le gambe dei pantaloni, per poi tuffarsi per sempre nel buio dei tombini. Poca la voglia di vedere, di camminare, quasi anche di parlare.

La cena ci rimette un po' in sesto ma sappiamo che la mattina dopo si riparte e l'allegria si smorza come le bollicine degli ultimi sorsi rimasti di "Tinto de Verano" (che altro non è che vino rosso e gassosa al limone, ma scende che è un piacere).

Forse tornerei in questa città, ma con un occhio di riguardo alle previsioni del tempo.

Dove dormire:
Se vi piace l'ambiente vintage e decadente l'Hotel Casa Sol Y Luna fa per voi. Ha 8 stanze disposte attorno a una loggia centrale piena di piante e con tre bellissimi archi di sapore arabo. Il tutto per 45 euro la doppia con bagno.
Se però volete una camera dotata di finestra, in cui non si respiri l'odore dei calzini di chi vi ha alloggiato prima di voi, una doccia che, grazie a un simpatico ma geniale dispositivo chiamato tenda, non vi allaghi il bagno quando tentate di lavarvi, un rubinetto che non faccia "plik plik" tutta la notte, un po' di privacy e di silenzio grazie a porte in legno che si chiudono invece di vetrate con la parte superiore mancante (!!!)... ci sono molti altri Hotel in città pronti ad accogliervi. ;)

Dove mangiare:
Taberna Coloniales, Plaza Cristo de Burgos 19. Tapas prelibate a prezzi veramente incredibili. Attenti se non amate l'aglio: in città sembrano avere tutti paura dei vampiri, ne mettono quantità industriali!! Ho contato 8 spicchi in una porzione di Solomillo (il tipico maiale al forno con patate)! O.o
Altri posti... non me la sento di consigliarli, non ho mangiato molto bene. C'è da dire che si spende poco... ma spesso è poca cosa anche la qualità. E sicuramente l'igiene non è un punto forza di queste zone.





Per altre foto di Siviglia cliccare qui

sabato 1 settembre 2007

10 cose da fare in 5 giorni a Valencia

1. Godere della luce abbagliante che si diffonde nelle piazze nelle ore più calde e al tramonto.

2. Perdersi tra i vicoli della città vecchia, scoprendo in ogni angolo qualcosa di speciale.

3. Mischiarsi alla folla dentro il vecchio Mercato coperto, assaporando i profumi di formaggi e salumi appesi a stagionare e osservando i personaggi particolari che stanno dietro i banconi.

4. Inciampare mentre si cammina col naso all'insu, persi tra i mille smerli di ogni palazzo del centro.

5. Immaginare l'atmosfera che si doveva respirare negli antichi Bagni Turchi.

6. Sentirsi minuscoli e insignificanti davanti al portale e alla facciata imponenti del Museo della Ceramica o in mezzo ai palazzi della Placa de l'Ayuntamento.

7. Respirare il profumo della salsedine in una passeggiata sul lungomare della Malvarosa.

8. Ammirare le strutture di Calatrava del Museo delle Scienze e dell'Oceanario.

9. Assaggiare tutti e 100 i "montaditos" della Cerveceria omonima in Placa della Reina, gustare un bicchierone di horchata fresca sotto l'ombrellone dell'Horcateria del Siglo in Placa Santa Catalina, strafogarsi di ottimo pesce fritto alla Lonja del Pescado. E poi la sera ubriacarsi di birra... che costa pochissimo!!!

10. Avere già voglia di tornarci mentre si è sull'aereo del ritorno....

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Valencia è il prototipo della città mediterranea: lenta, calda, assolata, profumata di spezie e di pesce arrostito.

Al nostro arrivo in aeroporto, sebbene fossero le 18, c'era ancora una calura densa, opprimente, che lasciava la pelle appiccicosa come dopo un tuffo in una vasca di miele caldo.
L'afa mostruosa non ci ha però scoraggiato e per tutti i giorni successivi abbiamo girato il centro (che per fortuna è tutto in piano e offre diversi sprazzi di ombra) in lungo e in largo, senza mai stancarci di osservare, stupire, fotografare, curiosare e scoprire.

I vicoletti della città vecchia sembrano volerti abbracciare al tuo passaggio, mentre ti conducono per mano a splendide piazze in cui il sole fa risaltare gli spruzzi d'acqua delle maestose fontane.

I Valenciani sono gentili (salvo qualche cameriere...), sempre disponibili ad aiutare il turista smarrito che, nonostante la cartina alla mano, non riesce a orientarsi nel dedalo dei vicoli.

Una visita al Giardino Botanico ci ha offerto un po' di ristoro nel verde, regalandoci anche momenti di tenerezza estrema da parte di gatti della colonia felina ospitata nel parco.

La spiaggia, stile Baywatch con tanto di palme e torrette dei bagnini, non è nulla di speciale (è pur sempre la spiaggia di fronte alla città e il mare non è pulitissimo), ma le vecchie case che fiancheggiano il lungomare sono davvero caratteristiche. Sembra di stare in Sud America.

L'Oceanario, che è decisamente splendido da fuori, è deludente al suo interno.
Gli animali non hanno molto spazio e la visita è piuttosto confusa perché non ci sono percorsi ben stabiliti. Il confronto con l'acquario di Barcellona o con l'Oceanario di Lisbona è decisamente sfavorevole, visto anche il costo dell'ingresso non proprio esiguo (22 euro!!!).

La visita a Valenciami ha lasciato addosso una sensazione piacevolissima di relax, credo sia il posto ideale per chi ha voglia di visitare una città senza lo stress del traffico e dei rumori che la città stessa di solito porta con sé.

Ci tornerei, anche domani.




Per altre foto di Valencia cliccare qui.











Dove dormire: 
FeetUp Hostel
, un ostello con sole 10 stanze doppie molto particolari, staff fantastico, cucina a disposizione, 4 bagni sempre puliti.

Dove mangiare:
Lonja del Pescado, C/ Eugenia Viñes, 243. Pesce fritto freschissimo in porzioni abbondanti e prezzi veramente umani.
Cerveceria 100 Montaditos, Pz de la Reina 16. Paninoteca antichissima con 100 tipi di paninetti diversi, tutti farciti alla grande e serviti con una montagna di patate fritte.